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Gesuiti News

Statuto del Centro Ignaziano di Spiritualità (CIS) della Provincia EUM

Preambolo

Gli Esercizi Spirituali di Sant’Ignazio di Loyola costituiscono uno strumento privilegiato per rendere presente il Signore Gesù, la sua vita e la sua opera, nella vita delle persone e nella diversità dei contesti sociali del mondo attuale.

Il 26 febbraio 2026 (Prot. EUM 26/43), il Centro Ignaziano di Spiritualità (CIS) della Provincia Euromediterranea della Compagnia di Gesù ha ricevuto dal Preposito Provinciale, padre Ronny Alessio SJ, il Mandato di Missione che lo configura come un «centro» di animazione e coordinamento a servizio delle attività dell’ambito degli Esercizi Spirituali ignaziani e della spiritualità ignaziana.

Tale Mandato di Missione, dato e ricevuto al fine di «trovare la via migliore per collaborare con la missione del Signore» (p. Arturo Sosa SJ, Preposito Generale),  riconosce il CIS come ambito vitale che, connesso con le Preferenze Apostoliche Universali che la Compagnia di Gesù si è data nel 2019 (ed i loro eventuali sviluppi), non solo promuove l’apostolato degli Esercizi Spirituali nella Provincia EUM, ma è anche un cantiere di pluralità esistenziali che si incontrano e dialogano tra loro, offrendo la spiritualità ignaziana, che dagli Esercizi prende origine, declinandola con le tante e variegate vie che conducono gli uomini a Dio.

In tale sfondo, il CIS si dà il seguente Statuto, approvato dal Padre Provinciale in data 11/06/2026 e con entrata in vigore dal 31/07/2026.

Art. 1. Costituzione, sede e configurazione

La Provincia Euro-mediterranea (EUM) costituisce il “Centro Ignaziano di Spiritualità” (CIS), con sede in Roma, via degli Astalli n. 16, come Opera della Provincia Euro-mediterranea della Compagnia di Gesù.

Il CIS si configura come un «centro» di animazione e coordinamento a servizio delle attività dell’ambito degli esercizi spirituali ignaziani e della spiritualità ignaziana nel territorio della Provincia EUM, secondo il principio della sussidiarietà pastorale.

Art. 2. Finalità

Il CIS ha come fine di:

  1. promuovere il ministero degli Esercizi Spirituali Ignaziani, coordinando Corsi di Esercizi e altre proposte di spiritualità ignaziana nel territorio della Provincia EUM;
  2. riflettere su queste esperienze da vari punti di vista: spirituale, biblico, teologico, filosofico, antropologico, sociale, psicologico, ecc., implementandone la divulgazione con i mezzi più adeguati (pubblicazioni cartacee e on line, presenza sui social media, ecc.);
  3. formare guide di esercizi e le altre figure ignaziane (individuate nel piano formativo), che favoriscano e sostengano in modo sempre più qualificato le proposte di spiritualità ignaziana;
  4. promuovere e coordinareuna RETE tra le Istituzioni e le altre realtà che si occupano di Esercizi Spirituali Ignaziani o di Spiritualità Ignaziana, al fine di collaborare più strettamente ed efficacemente nella realizzazione delle comuni e condivise precedenti tre finalità.

Art. 3. Risorse economiche

Per il conseguimento dei suoi fini il CIS trova le sue risorse economiche nel contributo annuale della Provincia EUM e nelle libere offerte dei benefattori.

Art. 4. Collaborazione tra il CIS e i nodi nella Rete

Per nodi della Rete CIS si intendono le guide di esercizi e le altre figure ignaziane (individuate nel Piano formativo), nonché Associazioni, Istituti, Enti, che nel territorio della Provincia EUM collaborano nel promuovere, organizzare e dirigere proposte di spiritualità ignaziana.

Ogni richiesta o proposta di Collaborazione nell’ambito della Rete è, primariamente e condizionalmente, oggetto di valutazione del Consiglio.

La Collaborazione, quanto ai suoi elementi, è regolata da una Convenzione di Collaborazione, redatta nello spirito del Mandato di Missione e stabilita nel Regolamento.

La Convenzione di Collaborazione è sottoscritta, per il CIS, dal Direttore e, per l’altro soggetto, dalla persona singola o da chi rappresenta il gruppo o l’ente, secondo i propri statuti.

Art. 5. Sospensione e Interruzione della Collaborazione

La sospensione e l’eventuale interruzione della collaborazione, se non volontarie, sono misure che intervengono qualora venisse accertata la violazione delle clausole essenziali della Convenzione di Collaborazione.

  1. La sospensione è un atto del Direttore, adottato in caso di necessità e reversibile qualora decadessero le ragioni che l’hanno determinato.
  2. L’interruzione è un atto del Direttore, adottato a seguito di una consultazione del Consiglio.

Art. 6. Gli Organi

Gli organi del CIS sono: il Direttore, il Vicedirettore, il Referente della Formazione, che costituiscono il Gruppo direttivo; il Consiglio; i Referenti locali e di ambito. Tutte le cariche hanno durata triennale, rinnovabile.

Art. 7. Direttore

Il Direttore, nominato dal Provinciale della Provincia EUM, ha come mandato di:

  1. vigilare sulla migliore attuazione del Mandato di Missione da parte di tutta la Rete;
  2. promuovere le finalità del CIS, previste dall’art. 2;
  3. rappresentare la Rete CIS in Provincia EUM e Compagnia di Gesù, Diocesi, Istituti religiosi, Associazioni;
  4. orientare e coordinare le attività del CIS in sintonia con le indicazioni del Provinciale e del Consiglio;
  5. convocare e presiedere le riunioni del Consiglio;
  6.  6.          intervenire con sollecitudine nei casi previsti dall’art. 5, numeri 1 e 2.

Il Direttore ha la responsabilità ultima del CIS, nella sua configurazione di «centro» di animazione e coordinamento delineata nell’art. 1.

Art. 8. Vicedirettore

Il Vicedirettore è nominato dal Provinciale della Provincia EUM, quando ritenga opportuna tale nomina, e ha come mandato di coadiuvare e consigliare il Direttore nello svolgimento del mandato previsto dall’art. 7.

Art. 9. Referente della Formazione

Il Referente della Formazione è nominato dal Provinciale della Provincia EUM, e ha come mandato di:

  1. istituire un’équipe che lo aiuti nell’attuazione dei suoi fini, scegliendo i membri in accordo con il Gruppo Direttivo;
  2. coordinare l’attività formativa del CIS, in particolare i corsi di formazione per le guide di esercizi e le altre figure ignaziane (individuate nel Piano formativo);
  3. vigilare sul loro adeguato avanzamento nelle tappe della formazione, in base ai criteri a tal fine previsti nel Piano formativo;
  4. coordinare la tutoria, la formazione permanente e la supervisione.

Le attività formative verranno svolte in collaborazione con una o più Équipes individuate dal Gruppo Direttivo.

Art. 10. Gruppo Direttivo

Il Gruppo Direttivo, formato da Direttore, Vicedirettore e Referente della Formazione, è l’organo che svolge un ruolo di discernimento permanente in condizioni di corresponsabilità.

E’ riunito stabilmente per ascoltare e condividere come ciascuno porta avanti i fini previsti dal presente Statuto e rispondere alle richieste di supporto provenienti dalla Rete.

Può convocare altri membri a seconda delle questioni da trattare.

Art. 11. Consiglio: composizione

Il Consiglio è presieduto dal Direttore e composto:

  1. dai Referenti locali, secondo quanto espresso nell’art. 13;
  2. dai Referenti di ambito, secondo quanto espresso nell’art. 14;
  3. da un rappresentante dell’Associazione AGEVO, dalla stessa individuato;
  4. dagli altri componenti del Gruppo Direttivo, nonché i collaboratori della Segreteria;
  5. da altri membri, da convocare a discrezione del Gruppo Direttivo.

Art. 12. Consiglio: attività

Il Consiglio è l’organo di consultazione proprio della Rete CIS che opera secondo lo stile sinodale, come sancito nel Mandato di Missione. Si riunisce ordinariamente tre volte l’anno.

Sono compiti del Consiglio:

  1. ascoltare e condividere le esperienze e le buone pratiche presenti nella Rete;
  2. confrontarsi sulle attività apostoliche secondo i fini del CIS, espressi dall’art. 2;
  3. promuovere all’occorrenza l’attivazione di équipe specifiche per la realizzazione di attività determinate (il Convegno annuale e altro);
  4. trasmettere alla Rete le informazioni ricevute in sede di Consiglio e dal Gruppo direttivo.

All’occorrenza, spetta al Consiglio valutare l’attivazione e/o l’interruzione di una collaborazione, secondo quanto previsto dagli artt. 4 e 5, n. 2.

Art. 13. Équipe Locale e Referente Locale

L’Équipe Locale rappresenta il territorio di una Regione o di un insieme di Regioni, in base alla densità dei nodi della Rete. Nel Regolamento [rinvio!] saranno stabiliti i criteri perché ogni Regione vada verso la propria autonomia.

L’équipe riunisce i Nodi della Rete presenti sul territorio.

L’équipe è facilitata da un Referente locale individuato dal proprio territorio a seguito di un processo di discernimento in comune attivato a tal fine. Viene quindi nominato dal Direttore, sentito il Gruppo direttivo. Tale nomina è valutata e ratificata dal Provinciale. La durata della nomina è di tre anni, rinnovabili.

Il Referente si mette in ascolto e in dialogo con l’équipe che istituisce e coordina, per individuare e valorizzare le istanze e le risorse presenti sul territorio. Punto di raccordo con il Centro, trasmette all’equipe e al territorio le informazioni ricevute in sede di Consiglio e dal Gruppo direttivo come previsto dall’Art. 12.4.

Referente ed équipe, nel loro territorio, hanno il compito di:

  1. promuovere gli esercizi spirituali e tutte le altre proposte pastorali e formative di spiritualità ignaziana;
  2. individuare e promuovere gli eventuali candidati ai corsi di formazione, secondo le procedure previste dal Piano formativo.

Hanno inoltre la facoltà di raccordarsi con il Gruppo Direttivo per il raggiungimento degli obiettivi che eccedessero i mezzi e le risorse a loro disposizione, o con gli altri Referenti territoriali.

Art. 14. Ambiti Apostolici e Referente di Ambito

Per Ambiti Apostolici si intendono contesti omogenei di azione pastorale o appartenenza ecclesiale, come ad esempio Famiglia, Giovani, Persone Consacrate, Frontiere, EVO – Esercizi nella Vita Ordinaria in tutte le loro forme -, Associazioni che si occupano di spiritualità ignaziana, e altri contesti eventualmente emergenti, individuati dal Consiglio e/o nel Regolamento.

Ogni Ambito è facilitato da un Referente individuato al proprio interno a seguito di un processo di discernimento in comune attivato a tal fine. Viene quindi nominato dal Direttore, sentito il Gruppo direttivo. Tale nomina è valutata e ratificata dal Provinciale. La durata della nomina è di tre anni, rinnovabili.

Il Referente di Ambito:

  1. promuove una riflessione specifica di come declinare l’esperienza degli esercizi e le altre proposte pastorali e formative ignaziane, nel proprio ambito e/o in dialogo con altri ambiti;
  2. ne coordina l’eventuale attuazione, in comunione con il Consiglio;
  3. può istituire un’équipe che lo aiuti nell’attuazione dei suoi fini, scegliendo i membri in accordo con il Gruppo Direttivo;
  4. può raccordarsi con il Gruppo Direttivo per il raggiungimento degli obiettivi che eccedessero le proprie forze e risorse.

Art. 15. Bilancio e rendiconti

Il Direttore presenta il bilancio annuale economico consuntivo al Provinciale della Provincia EUM per l’approvazione, contestualmente a una relazione di missione, entro il 30 aprile dell’anno successivo a quello di riferimento.

Il bilancio preventivo viene invece inviato al Provinciale della Provincia EUM entro il 30 novembre dell’anno precedente a quello di riferimento.

Chiunque riceve dei fondi da parte del CIS dovrà rendicontare le spese presentando alla segreteria un rendiconto annuale.

Art. 16. Scioglimento

In caso di scioglimento dell’Opera le risorse e disponibilità residue saranno devolute alla Compagnia di Gesù.

Art. 17. Norma transitoria e finale

Il presente Statuto è approvato ad experimentum per tre anni.

In tale fase transitoria, là dove manchino le équipe locali e di ambito, in grado di operare il discernimento in comune previsto per individuare i loro referenti, il percorso di nomina può essere attivato dal Direttore, salva la ratifica da parte del Provinciale.

Quanto non espressamente previsto si intende regolato dalle norme del Diritto canonico e della Compagnia di Gesù.