Passa al contenuto principale
Gesuiti News

Mandato di Missione del Centro lgnaziano di Spiritualità (CIS) della Provincia EUM

Ripartendo da una storia positiva

Il CIS nasce all’indomani del Concilio Vaticano II, all’interno della Compagnia di Gesù, come strumento per ritornare alle fonti ignaziane, in particolare attraverso lo studio e l’approfondimento degli Esercizi Spirituali. Fin dagli inizi questo processo ha coinvolto religiose/i, laiche/i, consacrate/i, sacerdoti, ed è andata crescendo con il tempo la volontà di condividere con “altri” (CG 36a) questo dono.  Il CIS è diventato via via un luogo di formazione e dunque anche un luogo di confronto sui tanti modi in cui è possibile declinare e adattare gli Esercizi Spirituali: quanto più si andava al cuore del metodo ignaziano, tanto più se ne coglievano le potenzialità per aiutare “le anime” a cercare e trovare Dio in tutte le cose. Questo patrimonio spirituale, la Compagnia lo ha custodito, trasmesso e offerto alla Chiesa e al mondo, e poiché la messe è molta ma gli operai sono pochi, la formazione delle guide è diventata un punto di forza della missione del CIS.

Quando i tempi hanno indicato troppo onerosa la proposta degli Esercizi Spirituali attraverso case dirette dai Gesuiti, ecco che quella varietà e quella ricchezza di guide e di iniziative sorte dal basso hanno trovato nel CIS il luogo che poteva catalizzare e coordinare queste nuove risorse.

Circa dieci anni fa il CIS ha risposto alla nuova situazione attraverso un’articolazione per territori: l’offerta di Esercizi non sarebbe più passata prioritariamente per il programma di alcune Case, ma per un programma territoriale e variegato, da realizzarsi in diversi luoghi (dove era possibile), istituendo un Coordinatore di territorio.

Questa scelta ha portato come frutto che Il CIS, Opera della Compagnia di Gesù, abbia iniziato a cambiare visibilmente fisionomia diventando gradualmente Rete, luogo di incontro e punto di riferimento di tutti coloro (persone, gruppi, iniziative, associazioni) che avendo sperimentato su di sé la bontà della proposta spirituale ignaziana, sono animati dal desiderio di aiutare anche altri a vivere dei percorsi per facilitare l’incontro tra Dio e l’uomo.

Un nuovo mandato per il CIS

Oggi siamo testimoni di come una delle principali frontiere, dove la Chiesa attende un contributo dalla Compagnia, è il Cammino della Sinodalità. Il CIS potrà dare il proprio contributo al processo sinodale specialmente nell’aiutare «le comunità ecclesiali nel discernere come camminare insieme nella speranza», secondo le parole di papa Leone all’incontro dei Superiori Maggiori dei gesuiti (24 ottobre 2025).

Inoltre, siamo sempre più consapevoli di come la dimensione di Rete sia diventata imprescindibile per un apostolato degli Esercizi Spirituali nella Provincia. 

Il nuovo Statuto e ogni altro strumento di regolamentazione dovrà essere coerente a questa nuova realtà che si sta gradualmente formando.

Questo si traduce in una maggiore collaborazione tra gesuiti e altri: il p. Sosa ha chiarito recentemente che il nuovo modello di collaborazione che si auspica, non parte dalla mancanza di gesuiti, ma dal riconoscimento e dal rispetto delle diverse vocazioni all’interno del Popolo di Dio, suscitate dall’unico Spirito.

L’assunzione di uno stile sinodale richiede una conversione di tutti circa il nostro modo di operare: la sfida è imparare a lavorare insieme (centro e territori, territori e realtà locali) per la missione alla quale siamo chiamati, dando valore all’ascolto, al confronto, al farsi carico delle tensioni, dedicando tempo a costruire relazioni di buona qualità.

Il CIS dovrà dunque tenere conto di questa dimensione di Rete e di come la Rete si potrà integrare e articolare rispetto alla sua dimensione di Opera della Compagnia che comunque conserva (con le specifiche oggi rappresentate nella nuova Istruzione sull’Amministrazione e le Finanze – IAF). 

Il CIS dovrà fare propri i passi formativi e normativi che la Compagnia sta facendo sul tema del Safeguarding, declinandoli rispetto alla specificità della propria missione.

La missione del nuovo CIS, ben espressa all’ultimo vostro convegno dallo slogan «Sulla via di Ignazio servitori della grazia lì dove la vita accade», è tanto più importante alla luce delle Preferenze Apostoliche Universali (PAU) della Compagnia di Gesù per il decennio 2019 – 2029. In particolare, voi avrete a cuore l’“indicare il cammino verso Dio mediante gli Esercizi Spirituali e il discernimento”, senza dimenticare il senso di una missione di riconciliazione e di giustizia verso i poveri e gli esclusi, l’accompagnamento dei giovani nella creazione di un futuro di speranza e la collaborazione nella cura della Casa Comune.

Per dirla con le parole di p. Sosa nel presentare le PAU, impegnatevi a «trovare la via migliore per collaborare con la missione del Signore, la via migliore per servire la Chiesa e il suo tempo, il migliore contributo che possiamo offrire con ciò che siamo e che abbiamo, cercando di fare ciò che è per il più grande servizio divino e il bene più universale».

Nella prospettiva ampia e articolata rappresentata dalle PAU e sostenuto dalla ricchezza di risorse su cui ora può contare, il CIS si configura come un luogo incarnato, connesso con il tempo che abitiamo, che non solo promuove l’apostolato degli Esercizi Spirituali in senso stretto, ma è anche un cantiere di pluralità esistenziali che si incontrano e dialogano tra loro, offrendo la spiritualità ignaziana, che dagli Esercizi prende origine, con tante e variegate vie che conducono gli uomini a Dio. É un frutto maturato in questi anni e una ricerca aperta, di cui il CIS dovrà tenere conto.

Vi chiedo di sottolineare come questo richieda ascolto e conoscenza reciproca, rispetto e sostegno dell’identità di ciascuno, con uno sguardo sempre attento al carisma ignaziano condiviso e fondante.

Il CIS rispetterà l’autonomia di tutti i Nodi della Rete, siano essi Opere proprie della Compagnia come realtà gestite da altri, e svolgerà il proprio ruolo secondo il principio della sussidiarietà pastorale: avrà dunque una responsabilità e una cura di riflessione, formativa e di coordinamento, fermo restando che tutti i Nodi possono rivolgersi al CIS quando, coi soli loro mezzi, non riescano a raggiungere gli obiettivi pastorali che si sono dati.