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Gesuiti News

Da qui si parte

Nell’esperienza di Pellegrinaggio-Esercizi in Terra Santa, il momento più forte è stato la celebrazione eucaristica nell’Edicola del Santo Sepolcro. La tomba vuota. Come vuoti erano il Cenacolo e il luogo dell’Ascensione.

In quei luoghi una parola ritornava nel cuore: “Da qui si parte”. Come se i luoghi della Terra Santa non fossero la meta, ma un punto di partenza. Come per Gesù e per gli apostoli (cf. At 1, 6-11). Come per sant’Ignazio che avrebbe desiderato tanto rimanere e invece dovette tornare indietro (cf. Autobiografia, 47). O meglio: andare fino ai confini della terra. Non in prima persona, ma accompagnando da lontano i compagni di Gesù, in particolare san Francesco Saverio, nello Spirito e con il cuore.

Da qui si parte. C’è da trovare Gesù risorto in ogni luogo, in ogni momento, con ogni persona: «Va’ dai miei fratelli e di’ loro: “Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”» (Gv 20,17). Siamo chiamati a fare esperienza del corpo mistico (reale, collettivo) di Gesù come orizzonte fondante la nostra vita in tutte le sue dimensioni, anche del nostro processo decisionale: «Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28, 20).

«Ciò che nel nostro disegno occupa il primo posto e ha maggior peso [è] quel che riguarda il corpo intero della Compagnia, di cui si cerca sopra tutto l’unione, il buon governo e il mantenimento in buono stato, a maggior gloria di Dio» (Costituzioni della Compagnia di Gesù, 135); «senza perder di vista mai, quale regola dell’agire, il maggior servizio di Dio e il bene universale… poiché il bene quanto più è universale tanto più è divino» (Costituzioni, 622).

In questo orizzonte diventa possibile fare scelte in modo ordinato (cf. ES 1; 169), perché l’altro/a, fratello-sorella, diventa partecipe del mio personale processo di discernimento. Anche se non lo/la conosco e non lo/la incontrerò mai. Sapere che c’è un altro/a, uno o miliardi poco importa, che sta qui su quest’unica terra con me, e considerare anche le conseguenze che la mia decisione può avere su di lui/lei significa scegliere da persona umana.

Da qui si parte. Forse ogni tanto abbiamo anche bisogno di ricordarci che su questa terra siamo di passaggio e da questa terra un giorno dovremo partire. Alleniamoci a vivere ogni momento come se fosse un punto di partenza, uscendo dal nostro amore volere e interesse (cf. ES 189), guardando avanti e sperando nel futuro che si avvicina, vuoti di noi stessi/e come vuoti sono i luoghi della Terra Santa. Saremo persone libere, pacifiche, umili.

Possiamo ravvivare in noi questo orizzonte ampio, grande, immenso, oserei dire infinito, con le parole del Padre Arturo Sosa SJ sulla nuova fase delle Preferenze Apostoliche Universali che ci giungono come un dono: https://www.youtube.com/watch?v=CixwdpgijvM.

Chiediamo la grazia di trovare la forza, il coraggio e un rinnovato desiderio di vita per contrastare i venti di guerra che diventano sempre più minacciosi e per intravvedere un raggio di sole in un cielo che sembra diventare ogni giorno più buio e tenebroso.

Buona Pasqua di risurrezione!

Paolo Monaco SJ

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